HUNGER GAMES: LA RAGAZZA DI FUOCO


Titolo originale: Hunger Games: Catching Fire
Paese: U.S.A.
Anno: 2013
Genere: fantasy, drammatico, azione
Durata: 146 min.
Regia: Francis Lawrence
Soggetto: Suzanne Collins
Sceneggiatura: Michael Arndt, Simon Beaufoy
Cast: J. Lawrence, J. Hutcherson, L. Hemsworth, P. Seymour Hoffman, W. Harrelson, E. Banks, D. Sutherland, S. Claflin, Lenny Kravitz, Jena Malone, Stanley Tucci, J. Wright
Trama:  Dopo la vittoria agli Hunger Games, Katniss (Jennifer Lawrence) e Peeta (Josh Hutcherson) si parlano a malapena. Sono costretti a mettere da parte i reciproci rancori quando, all'inizio del tour della vittoria, il presidente Snow invita Katniss a mostrarsi perdutamente innamorata del suo compagno se non vuole che faccia del male ai suoi cari.

Dopo il racconto dell'anteprima romana, ecco a voi la recensione del secondo capitolo della saga iniziata l'anno scorso con Hunger Games e che prosegue quest'anno con Hunger Games: La ragazza di fuoco.
Ciò che colpisce di Hunger Games è il fatto di rappresentare un mondo distopico che l'umanità potrebbe davvero arrivare a conoscere. Abbiamo avuto e abbiamo ancora reality shows, abbiamo avuto e abbiamo ancora dittature repressive e sanguinarie, abbiamo avuto e abbiamo ancora una mostruosa differenza di condizioni di vita tra ricchi e poveri. Per cui, in realtà, se riflettiamo bene, il nostro mondo non è poi così distante da quello di Hunger Games.
Il primo capitolo della saga era un film ben diretto e ben raccontato, che, però, rimaneva un po' freddo rispetto al romanzo. La forza del film risiedeva nella brutalità della violenza che coinvolgeva bambini e adolescenti, realizzata da un sistema dittatoriale totalitario sullo stile di 1984 di George Orwell. I sentimenti e i caratteri dei protagonisti rimanevano più ai margini e Katniss rappresentava un'eroina a tutto tondo, molto più matura rispetto alla sua età (sedici anni).
Presentati sia i personaggi che il mondo di Panem nel primo capitolo, Hunger Games: La ragazza di fuoco è libero di sfruttare pienamente ogni potenzialità offerta dal romanzo, superando in coinvolgimento e intrattenimento il precedente capitolo e portando in scena un'analisi politica ben più approfondita rispetto alla carta, dove trova spazio solo la voce di Katniss.
Evidentemente hanno giovato sia il cambio alla regia (Francis Lawrence al posto di Gary Ross) che il cambio alla sceneggiatura (Michael Arndt e Simon Beufoy, il primo premio Oscar per Little Miss Sunshine e il secondo per The Millionaire, al posto dello stesso Ross, dell'autrice Suzanne Collins e Billy Ray).
I romanzi di Suzanne Collins, infatti, appassionanti dal punto di vista emotivo, rimangono privi di un approfondimento politico che vada oltre quello svolto da Katniss  e dalle persone che con lei si relazionano. Di conseguenza la trilogia di Hunger Games ha tutta una serie di potenzialità inespresse che, seppur latenti, rendono attrativa la storia anche a chi ha superato la teen age da un bel pezzo. Gli sceneggiatori hanno afferrato al volo tali potenzialità, dedicando ampio spazio alle figure del Presidente Snow (Donald Sutherland) e del nuovo Stratega dei giochi, Plutarch Heavensbee, rappresentato magnificamente da Philip Seymour Hoffman.
I numerosi personaggi che popolano il romanzo sono maggiormente caratterizzati rispetto al primo capitolo cone qualche efficace pennellata sparsa qua e là, a partire da Katniss che si scopre un'adolescente cresciuta troppo in fretta piena di insicurezze e bloccata dalla paura e dagli incubi. Jennifer Lawrence rappresenta l'umanità del personaggio finalmente venuta alla luce, senza, tuttavia, perdere al contempo la grinta che la contraddistingue.
Peeta, personaggio inizialmente ambiguo nel primo film, mostra la sensibilità e l'innocenza che in realtà lo caratterizzano (un plauso a Josh Hutcherson, che mostra una grande maturità a livello recitativo). Più ai margini Gale (Liam Hemsworth), di cui, comunque, veniamo a conoscere l'intraprendenza e lo spirito rivoluzionario. Tra i nuovi personaggi, emerge in particolare Finnick Odair (Sam Claflin), passato vincitore dei giochi, sfuggente e affascinante, con un passato pesante sulle spalle.
Il ritmo del film è oltremodo avvicente e accattivante; mai un momento di noia in un continuo alternarsi di scene d'azione a scene di intimità familiare e sentimentale: Hunger Games: La ragazza di fuoco finisce con il rivelarsi un film emozionante, coinvolgente e, sorprendentemente, in alcune parti, anche divertente. Era da un po' che 146 minuti non mi volavano così in fretta.

Voto: 7 e 1/2

Se vi è piaciuto, guardate anche... Hunger Games, Orwell - 1984, V per Vendetta


Commenti

  1. 146 minuti? Santo cielo.
    Premetto che, nel corso del primo film, mi ero annoiata a morte durante gli Hunger Games del titolo (mentre la parte prima l'avevo apprezzata), sto leggendo il secondo libro della saga e, pur trovandolo migliore del volume precedente, dire che mi stia entusiasmando è un'eresia: se continuo a leggerlo è solo per personaggi come Peeta, Haymitch e Finnick (persino il presidente Snow è di una banalità sconcertante nella sua crudeltà... sembra l'incubo di una tredicenne...), tutto il resto è noia e non ho detto gioia.
    Tremo all'idea della versione filmica e spero di dovermi ricredere.

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  2. Ovviamente non sono d'accordo, ma è questione di gusti.
    Né film né libro saranno capolavori assoluti, ma per mille motivi si tratta di opere nettamente superiori alla stragrande maggioranza di quelle rivolte ad adolescenti.

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  3. Antonella concordo in pieno con il tuo giudizio nel commento qui sopra: non sono capolavori, ma sono prodotti rispettabilissimi degni di essere chiamati "film" e "libri", rispetto alla media di "non-film" e "non-libri" che attraggono gli adolescenti. Detto questo, la tua recensione mi attira molto e non vedo l'ora di andare al cinema, anche se non sono impazzita per il primo film. Ti saprò dire! ;-)

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    1. Mi sono un po' sbilanciata nella votazione, però secondo me è un voto che il film merita :) spero che altri la pensino come me :)

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    2. Visto ieri sera: bellissimo!!! Le ore volano, il ritmo non cala mai, gli attori sono tutti credibili, anche la fotografia l'ho trovata molto curata e soprattutto FINALMENTE viene dato il giusto spazio anche agli ingredienti politici e di critica sociale. Nettamente meglio del primo film!!!! Ne sono entusiasta :-)))

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  4. Boh, mi sa che lo snobberò da brava snob che snobba i fenomeni di massa! :-p

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