martedì 26 novembre 2013

ORIGINALE VS. REMAKE: SABRINA

Secondo appuntamento con la rubrica Originale vs. Remake in collaborazione con Director's Cult.
Dopo Psycho, questo mese la scelta è caduta su Sabrina, commedia romantica del 1954 di Billy Wilder con Audrey Hepburn, William Holden e Humphrey Bogart, e sul remake che nel 1995 diresse Sidney Pollack con Julia Ormond, Harrison Ford e Greg Kinnear.
Di seguito, ecco a voi la recensione del film originale, mentre nel blog di Director's Cult troverete la recensione del remake. 


Titolo originale: Sabrina
Paese: U.S.A.
Anno: 1954
Durata: 113 min.
Genere: commedia romantica
Regia: Billy Wilder
Sceneggiatura: S. Taylor, E. Lehman, B. Wilder
Cast: A. Hepburn, H. Bogart, W. Holden, M. Heyer, J. Williams
Trama: Sabrina è la figlia dell'autista della ricca famiglia Larrabee di Long Island. Da sempre è innamorata di David Larrabee, che non l'ha mai notata. Dopo aver trascorso due anni a Parigi per un corso di cucina, Sabrina torna a casa più bella e sofisticata che mai ed entrambi i fratelli Larrabee si innamorano di lei.

Sabrina è una delle commedie più romantiche di tutti i tempi, che a quasi sessant'anni dalla sua uscita in sala continua ad ammaliare gli spettatori.
Gran parte del suo successo è dovuto all'intramontabile fascino del personaggio interpretato da Audrey Hepburn: una moderna Cenerentola elegante e sofisticata, che realizza i propri sogni, anche se in maniera inaspettata.
All'inizio del film, Sabrina è la classica ragazza innamorata di ciò che non può ottenere, perché, come dirà suo padre Thomas, "la vita è come una limousine: c'è chi si siede dietro e chi si siede davanti. E in mezzo c'è un vetro". In David, uno scapestrato incurante di ciò che lo circonda, la piccola Fairchild vede la possibilità di uscire fuori dagli schemi. Quando la ragazza torna da Parigi, la sua bellezza è finalmente fiorita, ma ciò ha portato con sè un irrimediabile cambiamento: Sabrina ha tutte le caratteristiche di una donna dell'alta società, alla quale, tuttavia, non appartiene (sempre suo padre: "Sabrina non appartiene alla villa e non appartiene più neanche al garage"). 
Quando, dopo tanti anni, Sabrina fa cadere ai suoi piedi David, il quale è disposto per lei a mandare all'aria un matrimonio milionario, la giovane comprende che spesso le cose sono diverse da come le si immagina.
Il film si mantiene per tutto il suo corso su un perfetto equilibrio tra romanticismo e commedia, senza essere mai mieloso o melodrammatico. Anche l'iniziale tentativo di Sabrina di suicidarsi per amore è talmente buffo da non risultare affatto drammatico. Numerose sono le scene memorabili: dalle lezioni di cucina a Parigi ai litigi del padre dei Larrabee con un bicchiere per la conquista di un'oliva.
Immancabile il lieto fine, forse uno dei migliori di sempre. Nonostante ciò, risuona l'eco dell'amara verità, ancora una volta nelle parole del saggio Thomas:
"Comunque non avrebbe funzionato, cara. Tutti quanti avrebbero certo detto: che democratico quel Larrabee a sposare la figlia di un autista! Ma avrebbero detto la stessa cosa di te? No... la democrazia può essere molto ingiusta alle volte, Sabrina, e nessun povero è mai stato detto democratico per aver sposato un ricco".

Curiosità: Pare che Audrey Hepburn e William Holden ebbero una breve relazione durante le riprese. 
Humphrey Bogart fu scritturato all'ultimo minuto dopo che Cary Grant rifiutò la parte di Linus. Molto probabilmente fu questa la causa dei numerosi dissidi tra Bogart e Wilder durante la lavorazione, che furono appianati solo poco prima della morte dell'attore avvenuta nel 1957.

Voto: 8

Se vi è piaciuto guardate anche: Arianna, A qualcuno piace caldo, Vacanze romane, Colazione da Tiffany
        


3 commenti:

  1. Sabrina è una commedia semplicemente PERFETTA (il remake manco lo considero)
    eccezionali anche i personaggi secondari, come il cuoco francese e il vecchio Larrabee (da te giustamente citati)
    il meno credibile è Linus, il capitalista dal volto umano (sogna di creare una catena di fabbriche a Portorico per "dare case, istruzione e un po' di latte ai bambini"... succede solo al cinema)
    OFF TOPIC mi capita ogni tanto di veder tradotto un mio post in francese, cosa che mi permette di leggere anche i tuoi (e gli altri del bloroll) tradotti in modo "automatico"
    il tuo HO VOGLIA DI CINEMA diventa JE VEUX CINEMA

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    1. Quel passaggio su Portorico è effettivamente l'unica pecca del film.

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    2. Director's cult28 novembre 2013 01:18

      Capitalista sì, ma pur sempre il risultato del New Deal Roosveltiano... :-)
      Sabrina è un classico intramontabile, non mi stancherò mai di guardarlo!

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