Ho voglia di leggere: LA BASTARDA DI ISTANBUL


La bastarda di Istanbul è un romanzo della scrittrice turca Eli Safak, scritto in lingua inglese e pubblicato nel 2006.
L'opera racconta l'incontro ad Istanbul tra Armanoush, ragazza americana di padre armeno in visita in Turchia per riscoprire le proprie origini, e Asya, diciannovenne turca cresciuta in una famiglia di sole donne, ignara dell'identità paterna. L'amicizia tra le due ragazze riporta alla luce antichi segreti, creduti sepolti per sempre.
Il romanzo dei Eli Safak rappresenta una riflessione sul passato, sull'influenza che esso ha sul presente e sulla ricerca della propria identità.
Il confronto tra Asya e Armanoush è innanzitutto un confronto tra due giovani donne, appena uscite dall'adolescenza, che cercano di scoprire chi sono in maniera diversa: ad Asya non interessa conoscere le proprie origini perché da sempre le è stata negata la possibilità di farlo; Armanoush, al contrario, ritiene di non poter conoscere pienamente se stessa senza prima aver conosciuto la storia dei propri antenati. Due opposti, Asya e Armanoush, anche perché sono vissute all'interno di due mondi in continuo scontro: quello turco e quello armeno. Ed è questo il secondo confronto raccontato dal romanzo, un confronto da cui emerge che quei due mondi non sono poi tanto distanti, ma che hanno tanto in comune. E che gli sbagli, gli enormi sbagli, compiuti nel passato non possono essere usati per giudicare chi vive nel presente. 
La bastarda di Istanbul costituisce un romanzo interessante sia perché in grado di mettere in luce le passioni che animano i protagonisti e i dettagli e gli intrecci della storia, sia perché pone la sua attenzione su un evento spinoso, come quello del genocidio degli armeni del 1915, ignorato da molti. In questo senso, La bastarda di Istanbul è accostabile a La masseria delle allodole di Antonia Arslan, un romanzo dallo stile molto diverso, che racconta direttamente il genocidio.

Curiosità: L'autrice del romanzo è stata sottoposta ad un procedimento penale per il reato di "attacco all'identità turca" per alcune parole pronunciate da un personaggio del romanzo; è stata successivamente assolta. Ma in Turchia è ancora tabù parlare in pubblico del genocidio. Anche lo scrittore Premio Nobel Orham Pamuk non è sfuggito ad un processo, successivamente sospeso per lo sdegno della comunità internazionale.

Voto: 8

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