MIDNIGHT IN PARIS

Midnight in Paris, l'ultimo acclamatissimo film di Woody Allen, parte dall'idea della nostalgia di epoche passate come voglia di fuggire dalla realtà presente, per raccontarci la storia di Gil, sceneggiatore hollywoodiano in vacanza a Parigi con la promessa moglie e i suoceri, il quale, catapultato ogni notte nella Parigi degli anni '20, incontra grandi personaggi di quegli anni, quali F.S. Fitzgerald e sua moglie Zelda, Ernest Hemingway, Pablo Picasso, Salvador Dalì, riuscendo, finalmente, a portare a compimento il suo primo romanzo.
Il film ha ottenuto ottime recensioni ed ha ricevuto ben quattro nomination ai prossimi Golden Globes (miglior attore protagonista in una commedia, miglior regista, migliore sceneggiatura, migliore film comico); a me, in verità, è parso un po' sopravvalutato. La sceneggiatura è appena abbozzata, e, a parte qualche rarissima battuta memorabile, i dialoghi sembrano piuttosto infantili. Ad esempio, il fatto che Gil non sia apprezzato dai suoceri per le sue idee politiche, viene sottolineato continuamente, e alla fine non fa più ridere (quanto è inutile quel finale "Salutami Trotzkij" del suocero a Gil). La morale del film, cioè che gli esseri umani sono portati a pensare che il passato sia meglio del presente ma se fossero vissuti per davvero in quel passato tanto decantato avrebbero guardato più indietro ancora, viene di fatto spiegata allo spettatore in un dialogo tra Gil e Adriana (Marion Cottillard), la donna di cui Gil si invaghisce nelle nottate trascorse negli anni '20, quasi fossimo troppo sciocchi o ignoranti per capire quale fosse il senso della storia.
Owen Wilson a tratti è convincente, a tratti copia troppo Woody Allen, sebbene non si possa negare che se avessi visto il film in originale, avrei potuto provare un'altra sensazione, perché il doppiaggio è veramente pessimo.
In definitiva, mi aspettavo molto di più, mentre non ho trovato altro che un dépliant turistico per gli americani che vogliono andare in vacanza a Parigi.

Voto: 5

Midnight in Paris su imdb
Il trailer su youtube
Woody Allen su wikipedia
Nomination ai Golden Globes 2012 qui

Commenti

  1. concordo, è sopravvalutato
    il fatto è che da qualche mese non ci sono capolavori in circolazione (l'ultimo, per me, è stato FAUST) e quindi BEATI ORBI IN TERRA COECORUM

    RispondiElimina
  2. D'accordo con te, anche io avevo pensato che il film fosse un'ottima operazione turistica per Parigi:)

    RispondiElimina
  3. @ Marco46
    Quest'anno non mi è piaciuto nessun film, a parte Cigno nero. Aspetto di vedere Le idi di marzo
    @ Affari nostri
    Purtroppo sembra che Woody abbia messo su un'agenzia turistica negli ultimi anni :)

    RispondiElimina
  4. io pur essendo non-alleniano l'ho apprezzato parecchio.
    credo che il doppiaggio possa aver danneggiato parecchio. marion cotillard l'ho sentita ad esempio doppiata in italiano odiosamente francesizzato in contagion e perde tantissimo rispetto all'originale

    RispondiElimina
  5. @ Cannibal Kid
    Povera Marion Cotillard! Il doppiaggio in italiano la danneggia davvero!

    RispondiElimina
  6. Cara Antonella, apprezzo moltissimo la tua voce fuori dal coro. A me il film è piaciuto molto, e te lo dice uno non-alleniano. Apprezzo però parecchio il tuo nuotare controcorrente di fronte ad un film che ha convinto praticamente mezzo mondo! Però, ovviamente, discordo con quello che dici... Faccio un esempio stupido: a me la battuta "Salutami Trotzky" mi ha sganasciato dal ridere... nel particolare però ti invito a leggere cosa ho scritto sul blog e commentare se ti va: http://onestoespietato.wordpress.com/2011/11/30/tff-2011-midnight-in-paris-la-recensione/ a presto!

    RispondiElimina

Posta un commento