IL PRINCIPE ABUSIVO


Paese: Italia
Anno: 2013
Genere: commedia
Regia: Alessandro Siani
Sceneggiatura: Fabio Bonifacci
Cast: Alessandro Siani, Christian De Sica, Sarah Felberbaum, Serena Autieri, Nello Iorio, Lello Musella, Alan Cappelli Goetz, Salvatore Misticone, Marco Messeri, Corrado Invernizzi
 
Dopo il successo di Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord, Alessandro Siani è tornato lo scorso San Valentino al cinema, dirigendo e interpretando Il principe abusivo, da lui stesso sceneggiato insieme a Fabio Bonifacci, autore proprio di Benvenuti al nord e di numerose commedie di successo, come Diverso da chi?, Amore, bugie e calcetto, C'è chi dice no, Lezioni di cioccolato e Si può fare.
Protagonista del film è Antonio Di Biase (Siani), scroccone di professione, che viene scelto da Letizia, principessa d'altri tempi in cerca di notorietà (Sarah Felberbaum), come fittizio fidanzato. Aiutato dal ciambellano di corte (Christian De Sica), Antonio imparerà l'etichetta e cercherà di conquistare il cuore della bella Letizia.
Con Il principe abusivo, che quasi sicuramente chiuderà il 2013 come film che ha incassato di più nel nostro paese, Siani si avvia ad assumere il ruolo del Leonardo Pieraccioni degli Anni Dieci, anche se a lui piacerebbe assomigliare di più a Massimo Troisi (va beh...). Il suo successo al botteghino si spiega forse grazie ad una comicità un po' meno volgare rispetto ad altri colleghi del mestiere e che ha reso davvero il suo film un film per tutte le famiglie (cosa che mi è sempre riuscita difficile da sostenere per i film dei fratelli Vanzina e di Neri Parenti, sebbene intere famiglie andassero a vederli).
L'originalità della trama è pressoché nulla, con Antonio che è il rospo che aspira al bacio della principessa: ma, forse, il suo aspetto assomiglia più a quello di un topo, suo diretto concorrente quando scrocca e quando si offre, ovviamente in cambio di denaro, come cavia di laboratorio. L'Antonio di Siani è chiaramente il mattatore del film, che si limita solo a lasciare un po' di spazio a Christian De Sica, con cui costituisce un duo abbastanza riuscito; simpatica la figura del traduttore che fa da mediatore tra i due. Come in Benvenuti al Sud e in Benvenuti al Nord, il messaggio proposto, nonché cavallo di battaglia di Siani, che sembra essersi prefissato l'obiettivo di far amare i napoletani ai leghisti, è che anche ogni differenza, anche notevole, può essere superata.
Glaciale e inespressiva, invece, Sarah Felberbaum nei panni della principessina, incapace di liberarsi dal manico di scopa in cui è imprigionata neppure quando il copione lo richiede.
Nel complesso, il film strappa anche qualche risata; tuttavia, se la prima parte non è un granché, ma è comunque sostenibile, la seconda si trascina in modo melenso ed imbarazzante, rendendosi pressoché inguardabile. Per non parlare della colonna sonora, che tra nuove e vecchie canzoni napoletane fa davvero venire i brividi.

 Voto: 5

Commenti

  1. Siani si avvia ad assumere il ruolo del Leonardo Pieraccioni degli Anni Dieci, assolutamente d'accordo con questa frase.
    A me il film ha irritato parecchio, vedi anche il finale troppo mieloso, sarei stato molto più cattivo con il voto :D

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  2. io mi aspettavo parecchio di peggio.
    l'unica cosa davvero terrificante è la colonna sonora, per il resto, pur nella sua banalità, è ancora decente...

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