martedì 8 ottobre 2013

NUMERO DICIASSETTE


Recensione pubblicata su Cinema Bendato
 
Titolo originale: Number seventeen
Paese: Gran Bretagna
Anno: 1932
Regia: Alfred Hitchcock
Genere: Giallo
Durata: 63 min.
Cast: L. M. Lion (Ben, il barbone), A. Grey (Nora), J. Stuart (Gilbert Barton), B. Jones (Henry Doyle), D. Caltrop (Brant), A. Casson (Rose Akroyd), H. Caine (Mr. Akroyd), G. Marsh (Sheldrake), H. Langley (guardia sul treno).
Sceneggiatura: R. Ackland, A. Reville, A. Hitchcock
Trama: A Londra, in una casa abbandonata, alcuni ladri si ritrovano per recuperare una preziosa collana di diamanti. Sulle loro tracce c'è la polizia.

Numero diciassette rappresenta uno dei lavori minori di Alfred Hitchcock, che lo stesso regista, in una celebre intervista a Francois Truffaut, definì “un disastro”.
Effettivamente, il film si caratterizza per una trama alquanto confusa e farraginosa; l'impressione che deriva dalla sua visione è che costituisca un esperimento, nel quale si condensano diversi elementi cari alla filmografia di Hitchcok, come i cadaveri che spariscono, le scale, dalle quali scende o sale “l'orrore”, le ombre, i travestimenti.
L'opera, tratta da una commedia teatrale di Joseph Farjeon, fu commissionata al regista inglese, il quale scelse di trasformarla in una sorta di parodia del giallo classico, in cui poliziotti e ladri sono rappresentati in maniera piuttosto ridicola, essendo sia gli uni che gli altri caratterizzati da una non indifferente imbranataggine. Alla fine, colui che si rivela più astuto di tutti è il barbone Ben, ritrovatosi per caso nel covo dei malviventi e che si aggiudica la preziosa collana di diamanti. Ben è il personaggio più rappresentativo della pellicola, che ne rivela gli intenti parodistici: è il primo del quale tutti tendono a diffidare, ma che è, semplicemente, se stesso.


Voto: 6

lunedì 7 ottobre 2013

Ho voglia di leggere: L'INVERNO DI FRANK MACHINE


L'inverno di Frankie Machine è un thriller del 2006 scritto da Don Winslow, scrittore statunitense recentemente scoperto dal cinema e, in particolare da Oliver Stone, che ha portato sullo schermo Le belve. 
L'opera è ambientata a San Diego, dove Frank Macchianno, ex killer della mafia californiana, si è ritirato dalla malavita e vende esche in un piccolo negozio. Una sera, l'uomo viene attirato da vecchi amici in una trappola mortale, dalla quale si salva a stento. Comincia, così, una corsa contro il tempo per scoprire chi, dopo tanti anni, lo vuole morto.
Intrecciando presente e passato, Don Winslow costruisce un romanzo dal ritmo veloce e incalzante, senza, però, trascurare dettagli o particolari utili alla costruzione della storia e alla rappresentazione del protagonista.
Il maggior pregio del romanzo consiste nell'aver trasferito nell'assolata California storie solitamente ambientate sulla costa est degli Stati Uniti. La vita di Frank Macchianno, detto Frankie Machine per la sua capacità di raggiungere sempre l'obiettivo (di uccidere), è fatta di tante storie che si accavallano nel suo tentativo di essere, da un lato, un semplice venditore di esche, e dall'altro di rispondere all'onore della "famiglia". Egli è rappresentato, se non in una veste eroica, quantomeno come un personaggio positivo che in qualità di "killer" si è sempre attenuto ad un codice, ostentato da molti mafiosi, ma rispettato da pochi. Nel corso del romanzo, infatti, tale codice è portato ad una completa disintegrazione, risultando chiaro, alla fine, che esso non esiste.
Il limite inevitabile del romanzo è quello di essere stato scritto in un'epoca post - Padrino, quando molte situazioni e molti eventi sono stati già indagati e rappresentati sia nella letteratura che nel cinema, senza aggiungervi qualcosa di innovativo o, perlomeno, abbastanza interessante, e finendo ad arrivare ad un finale oggigiorno scontato.

Curiosità: i diritti del romanzo, ancor prima della sua pubblicazione, furono acquistati da Robert De Niro che avrebbe dovuto impersonare il protagonista in un film diretto da Michael Mann, ma dal 2007 del progetto si sono perse le tracce.


Voto: 6 e 1/2


sabato 5 ottobre 2013

KATE WINSLET DAY - REVOLUTIONARY ROAD

Titolo originale: Revolutionary Road
Paese: U.S.A., Regno Unito
Anno: 2008
Durata: 119 min.
Genere: drammatico
Regia: Sam Mendes
Soggetto: Richard Yates
Sceneggiatura: Justin Haythe
Cast: Kate Winslet, Leonardo DiCaprio, Kathy Bates, Michael Shannon, Kathryn Hahn, Max Casella, Zoe Kazan

Dopo American Beauty, Sam Mendes è tornato a rappresentare la provincia americana in Revolutionary Road, film tratto dall'omonimo romanzo di Richard Yates, pubblicato nel 1961. La storia, ambientata negli Anni Cinquanta, è quella di una giovane coppia sposata con due bambini, Frank (Leonardo DiCaprio) ed April Wheeler (Kate Winslet), che per spezzare la routine quotidiana decide di lasciare il Connecticut e di trasferirsi a Parigi per coltivare i propri sogni. I progetti vengono presto interrotti, tuttavia, quando April scopre di essere incinta.
Revolutionary Road è una riflessione sulla fragilità del sogno americano, sulla compressione del ruolo della donna, che non può avere altra identità se non quella di moglie e di madre, sugli scheletri che si celano dietro quella patina di perfezione che ogni famiglia tende a mostrare all'esterno. Revolutionary Road è la strada dove abitano Frank ed April, dove si trova la loro casa splendente con il giardino in ordine, ma è anche il luogo dove i due progettano un'altra vita - rivoluzionaria - che però non riescono a realizzare, stretti come sono dalle convenzioni sociali. Ma il sogno irrealizzato di quella vita che poteva essere, ma non è stata, è un fardello troppo pesante che logora sempre più velocemente la coppia fino ad arrivare all'annientamento completo. Il solo John Givings, figlio dei vicini di casa dei Wheeler, un individuo psicologicamente disturbato, rifiuto di una società fasulla, comprende e profettizza l'imminente sciagura.
Sam Mendes rappresenta con una maestria e un'estetica ancora una volta prive di imperfezioni la vita di Frank ed April, portandoci a percepire il disagio, l'ipocrisia e la superficialità che si celano dietro il concetto di famiglia tradizionale.
Revolutionary Road ha visto tornare insieme sul grande schermo la coppia formata da Kate Winslet e Leonardo DiCaprio dieci anni dopo Titanic, il film che rese entrambi delle star internazionali. I due mostrano un grande affiatamento e una grande armonia, del resto già evidente in Titanic, dando prova allo stesso tempo di una rinnovata consapevolezza e di un'acquisita maturità. Banalizzando, si potrebbe dire che sono Jack e Rose se si fossero sposati.
Revolutionary Road è un film che non si può non amare, soprattutto grazie al fascino esercitato da un personaggio come quello di April, allo stesso tempo donna fragile, ma decisa, che vive avanti rispetto ai suoi tempi e che non riesce a rinunciare di essere una donna con dei desideri e delle aspirazioni.

Voto: 8



In occasione del compleanno di Kate Winslet, che proprio oggi compie 38 anni, è stato organizzato il Kate Winslet Day. Mi ha reso particolarmente felice partecipare a questa giornata perchè Kate Winslet è una delle mie attrici preferite di sempre.
Potete trovare le recensioni di altri film di Kate Winslet negli altri blog partecipanti al Day:

Bette Davis eyes
Combinazione causale
Director's Cult
Il Bollalmanacco di Cinema
In Central Perk
Montecristo
Movies Maniac
Pensieri Cannibali
Recensioni Ribelli
Scrivenny 2.0
White Russian

Buon compleanno, Kate!

venerdì 4 ottobre 2013

LO SCONOSCIUTO DEL LAGO


Recensione pubblicata su Storiadeifilm

Titolo originale: L'inconnu du lac
Paese: Francia
Anno: 2013
Durata: 97 min.
Genere: noir
Regia: Alain Guiraudie
Sceneggiatura: Alain Guiraudie
Cast: Pierre Deladonchamps, Christophe Paou, Patrick Dassumpçao
Trama: Franck è un giovane omosessuale che d'estate frequenta la riva d'un lago dove avvengono incontri occasionali tra uomini. 
Qui fa la conoscenza di Michel, solitario e taciturno, e di Henri, bello attraente, che nasconde un terribile segreto. Nonostante ciò, Franck comincia una travolgente storia d'amore con lui. 

Lo sconosciuto del lago è l'ultimo lavoro scritto e diretto da Alain Guiraudie, vincitore del premio per la migliore regia nella categoria Un certain regard allo scorso Festival di Cannes.
Attraverso un'atmosfera fortemente noir, rafforzata dai brevi momenti comici e dai lunghi momenti erotici, la pellicola compie un'analisi incrociata delle più antiche pulsioni dell'animo umano, Eros e Thanatos, percorrendo il sottile confine che separa il desiderio sessuale dall'autodistruzione. Il film di Guiraudie ha il merito di "scandalizzare" attraverso immagini forti che, piuttosto che esaltare l'atto sessuale in sè, mettono in dubbio la creazione di una società che sul consumo del sesso veloce si fonda.
Il regista compie l'ottima la scelta di girare l'intero film lungo la sponda del lago, volgendo le spalle a tutto ciò che è intorno. L'aria aperta non impedisce il crearsi nello spettatore di una sensazione di soffocamento e di un desiderio di rivolgere lo sguardo altrove. La colonna sonora è assente; unicamente i suoni del bosco accompagnano l'esperienza che il protagonista vive. All'inizio, Franck rimane turbato dal delitto compiuto da Michel, che rappresenta, però, allo stesso tempo l'occasione per iniziare una relazione con l'uomo. L'attrazione a quel punto è tanto violenta che Franck seppellisce il ricordo dell'assassinio e si lascia travolgere dalla storia con Michel. Tuttavia, con il ritrovamento del cadavere e il conseguente arrivo della polizia, si rompe quell'apparente situazione di normalità che Franck aveva voluto creare nella propria mente. Solo allora, infatti, il giovane percepisce il disagio di fare il bagno in un lago in cui per giorni è rimasto celato un cadavere.
Il personaggio di Frank può essere compreso fino in fondo se analizzato guardando anche ai due coprotagonisti, Michel ed Henri. Michel è il simbolo della società di oggi, che ha trasformato la liberazione sessuale degli Anni Settanta in schiavitù: il sesso deve essere consumato spesso e velocemente. Sul fronte opposto c'è Henri, silenzioso e solitario, che desidera un impegno stabile e un'amicizia duratura. Si tratta proprio di quella responsabilità che il mondo di oggi in qualche modo aborrisce. Franck agogna ad un'esistenza che comprenda sia la sua parte di Michel che la sua parte di Henri, ma, dovendo scegliere, opta per la passione autodistruttiva. Chi altri, infatti, è Franck se non l'uomo, che, stretto in ogni momento tra la vita e la morte, compie continuamente gesti rischiosi per sentirsi veramente e finalmente vivo?

Voto: 8

Se vi va, leggete su Storiadeifilm la mia intervista ad Alain Guiraudie


martedì 1 ottobre 2013

523 GRAZIE!


Cari tutti,
annuncio un lieto evento: la pagina Facebook di Ho Voglia di Cinema ha raggiunto ben 523 fan!
Ci tengo a ringraziare con un post speciale i siti/blog che hanno aderito alla campagna lanciata sulla mia pagina per aiutarmi nell'impresa di superare lo scoglio dei 500 mi piace.

Cinema Bendato:  sito cinematografico in cui potete trovare ogni settimana recensioni di film in sala oltre che di film del passato. Un motivo in più per seguirlo è che ci collabora anche la sottoscritta.
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Per un pugno di film: blog di Andrea Ussai, ricco di recensioni e commenti sui film appena usciti in sala.
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MagiciConsigli film: blog in cui potrete trovare numerosissimi consigli grazie a recensioni suddivise in base al genere, al regista e all'anno di uscita.
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Restate sintonizzatI su Ho Voglia di Cinema per la prossima campagna!