lunedì 27 giugno 2011

IL LADRO DI BAGDAD (1940)

Il ladro di Bagdad è un film fantastico britannico del 1940, remake di un film muto degli anni '20, che all'epoca in cui uscì nelle sale cinematografiche ebbe molto successo, al pari de Il mago di Oz (1939) e Fantasia (1940) e fu vincitore di ben tre Academy Awards (miglior fotografia, miglior scenografia e migliori effetti speciali).

Il film racconta la storia di Ahmed, neo - sovrano di Bagdad, il cui trono viene usurpato dal malvagio mago Jaffar. Aiutato da Abu, cresciuto in una famiglia di ladri da generazioni, Ahmed riesce ad avere salva la vita e a raggiungere Bassora, dove conta di poter tornare a Bagdad per riconquistare il trono. Lì si innamora, ricambiato, dell'incantevole figlia del sultano della città, ma non è l'unico a desiderare la mano della bella principessa...

Il ladro di Bagdad dovette impressionare parecchio gli spettatori della sua epoca per i prodigiosi effetti speciali e le ambientazioni fantastiche, che non a caso si aggiudicarono l'Oscar.

Oggi evidentemente i nostri occhi sono abituati a film del calibro di Avatar o, tornando un po' indietro, di Il Signore degli Anelli e non possiamo evitare di sorridere di fronte a scene contenute in Il ladro di Bagdad artificiose in ogni particolare fin quasi all'esasperazione.
Forse, però, è questa la bellezza che un film di tal genere conserva oggi: perché esso non serve un piatto pronto allo spettatore, bensì lo sfida, domandandogli di sognare e dare insieme voce e spazio all'immaginazione.

Curiosità: Molti dettagli di questo film sono stati ripresi dal classico della Walt Disney Aladdin, in primis la fisionomia del genio della lampada.


Voto: 8


Anno: 1940
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Il ladro di Bagdad su wikipedia

domenica 19 giugno 2011

SPEED RACER

Prendete una commovente storia per famiglie, conditela con effetti speciali mirabolanti degni di Matrix, aggiungeteci un po' di sport alla Fast and Furious e della retorica in salsa repubblicana: e avrete Speed Racer.
Speed è il nome del protagonista, pilota che emula il fratello morto in una tragica corsa e che corre per la piccola azienda di famiglia. Dopo aver vinto un'importante gara, Speed è contattato dalle più grandi imprese automobilistiche affinché corra per loro. Purtroppo non sono tutte rose e fiori e dietro ogni gara si nasconde del marcio...
Speed Racer è diretto dai fratelli Wachowski ed è un tripudio di colori. Gli effetti speciali realizzati per queste incredibili gare automobilistiche che alla formula 1 fanno un baffo sono volutamente fumettistici e innaturali.
Un unico problema: dopo la prima mezz'ora (va beh, quarantacinque minuti) il troppo stanca: i colori sono sin troppo accesi, come sin troppe volte viene ripetuta la parola "famiglia".
Forse è proprio per questi motivi che il film non ha ottenuto il successo sperato (non ha neppure recuperato con gli incassi i soldi spesi per realizzarlo) e la produzione (la Warner Bros') ha dovuto abbandonare l'idea di un seguito.
Ciò che rimane dopo aver visto Speed racer è la sensazione di un esperimento purtroppo non riuscito. Da segnalare la presenza nel cast di Emile Hirsch, nei panni del protagonista, Susan Sarandon e John Goodman nei panni dei genitori di Speed, Christina Ricci, la ragazza di Speed e, infine, Matthew Fox, che interpreta Racer X, e Hiroyuki Sanada, poco più di una comparsa come uomo d'affari, direttamente da Lost.

Voto: 5

Anno: 2008
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martedì 14 giugno 2011

LO SPACCACUORI

Lo spaccacuori è una commedia romantico - demenziale che vede come protagonista Eddie, quarantenne single alla ricerca della donna da sposare. Crede di trovarla in Lila, una ricercatrice marina, ma subito dopo che i due presunti amati si sono scambiati il fatidico "sì", Eddie inizia a scoprire aspetti del carattere della sposina alquanto singolari, finché durante la luna di miele in Messico non si innamora di un'altra donna....
Il film è diretto da Bobby e Peter Farrelly, autori del famosissimo Tutti pazzi per Mary e di diverse altre commedie di successo, i quali lavorano costantemente con gli attori comici americani di maggior fama (ad esempio, Jack Black, Jimmy Fallon e ovviamente Jim Carrey). Nei panni di Eddie questa volta troviamo Ben Stiller, che al successo di pubblico avuto proprio con Tutti pazzi per Mary deve l'exploit della sua carriera di attore comico e regista.
Lo spaccacuori presenta degli spunti interessanti (la fine, ad esempio), nonché alcune battute esilaranti, ma nel complesso il film è infarcito di luoghi comuni e finisce con l'essere abbastanza deludente e noioso. E' comunque ottimo per trascorrere una domenica pomeriggio rilassante e senza pretese.

Voto: 5


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martedì 7 giugno 2011

THE TREE OF LIFE

Ante Scriptum: sono andata a vedere The tree of life al cinema Lumiere di Bologna. Come potete leggere qui, al suddetto cinema per una settimana hanno dato una proiezione sfasata della pellicola, ma i malcapitati non se ne sono neppure accorti finché alcuni non lo hanno visto per una seconda volta in un altro cinema. Comunque, io dovrei aver visto la versione esatta essendo andata al cinema oltre 7 giorni dopo l'inizio della programmazione, ma se notate qualcosa di strano nella mia recensione, fatemelo sapere...

The tree of life, nemmeno a dirlo, è l'ultimo film dell'autore di capolavori Terrence Malick, Palma d'oro all'ultimo Festival di Cannes.
Si è detto moltissimo su questo film: la storia del mondo raccontata attraverso la storia di una famiglia, il contrasto tra Natura e Grazia, il passaggio dall'infanzia all'età matura etc. etc. Ogni critico ha visto qualcosa di stupefacente in questo film, e quasi tutte le recensioni sono state strapositive.
E io, d'altronde, non potrei aggiungere molto altro, perché il film è davvero stupefacente quando ci mostra il Big Bang, come pure a dir poco toccante è la storia della famiglia O' Brien raccontata nel film.
Tuttavia, voglio uscire in parte fuori dal coro ed essere un poco insolente. Per rendere più dolce la mia irriverenza, premetto che The new world, il film di Malick appena precedente a The tree of life, è uno dei miei film preferiti. Ritengo che in quel film, attraverso una storia come quella della principessa Pocahontas, Malick riesca a raccontare il contrasto tra Grazia e Natura attraverso parole e immagini che commuovono ben oltre la superficie.
Per quanto riguarda The tree of life, invece, mi sembra che il film sia cedevole nel momento in cui sia necessario trovare il legame tra la storia del mondo e la storia della famiglia. Non mi è sufficiente averne letto: io volevo sentirlo. Questa emozione mi è totalmente mancata e mi è sembrato di guardare due film diversi, bellissimi, ma pur sempre diversi.
Posso soltanto dire che un film del genere a mio avviso comporti necessariamente una seconda visione, perché non posso amare un film solo perché ne ho letto una recensione che me lo spiega, ma, forse, più semplicemente la mia mente è troppo piccola per entrare in quella di Malick.
Non posso dare un voto, non ci riesco, sarebbe estremamente riduttivo.
Rimando questo incombente (nonché una più completa recensione) a una seconda visione.

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domenica 5 giugno 2011

BEASTLY

Beastly è una rivisitazione in chiave contemporanea della fiaba di La Bella e la Bestia.
Kyle, liceale bello e strafottente, che ha come passatempo principale quello di prendersi gioco dei ragazzi più brutti, subisce un incantesimo da parte di Kendra, una ragazza da lui derisa e umiliata, che lo trasforma in un uomo dall'aspetto mostruoso. Kyle potrà tornare come era, solo se una ragazza riuscirà a vedere dentro la sua anima e dirgli "Ti amo"...
L'idea di partenza è originale, ma ovviamente questo film non ha nulla della potenza e del fascino del cartone animato della Walt Disney: dialoghi banali, romanticismo esasperato, Beastly si inserisce a pieno titolo nel filone nato con Twilight, che ha invaso cinema e televisione, con un target ben definito di spettatori : il pubblico di adolescenti un po' dark ma che si sciolgono di fronte alle storie d'amore.
Mary Kate Olsen interpreta la strega Kendra ed è davvero spaventosa: sotto tutto quel trucco è impossibile vedere se sia più o meno dotata di qualche espressività. Vanessa Hudgens prova a recitare, mentre Alex Pettyfer potrebbe riservarci qualche sorpresa per il futuro.
Da segnalare, infine, la presenza di Neil Patrick Harris, il grande Barney di How I met your mother, che in Beastly interpreta la parte di un insegnante non vedente.

Voto: 5

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venerdì 3 giugno 2011

NON LASCIARMI

Non lasciarmi di Mark Romanek, tratto dall'omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro, è ambientato in un mondo distopico, protagonista un'umanità che ha sconfitto il cancro e ha un'aspettativa di vita di circa cento anni.
Kathy (Carey Mulligan), Ruth (Keira Knightley) e Tommy (Andrew Garfield) sono cloni creati con l'unico scopo di donare, una volta divenuti adulti, i propri organi ad umani malati finché alla fine non completeranno il loro "ciclo".
Sebbene il filone centrale sia identico e nel libro e nel film, gli eventi tra i due lavori parzialmente divergono, direi a discapito del film. Alcuni momenti significativi, sintomi dell'amore che scorre tra Kathy e Tommy, nel film sono, a mio parere, immotivatamente tralasciati.
Ciononostante, sono comunque presenti scene dense di pathos, come la morte di Ruth nella sala operatoria piena di medici indifferenti alla sua vita che scorre via.
Un particolare che mi ha profondamente colpita e turbata è che in Non lasciarmi i cloni non sono macchine, ma si sono adattati perfettamente all'idea con cui l'uomo li ha creati.
Non provano, anzi non pensano nemmeno, a ribellarsi, ad opporsi al loro destino già segnato; lo accettano con sofferenza e rassegnazione. Provano, sì, a chiedere un rinvio, ma il rinvio sarebbe comunque una regola prevista dal sistema malato in cui sono incardinati.
L'immagine è quella di un progresso portato alle sue estreme conseguenze e che spaventa.

Voto: 7


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