lunedì 27 agosto 2018

Di armadilli, animali fantastici e rapsodie boeme

Si avvicina l'autunno e le sale, finalmente, si ripopolano di pellicole interessanti dopo un'estate che ci ha tenuto quasi a digiuno. 
Siccome gli anni passano per tutti e ho cominciato a segnarmi sull'agenda i film in uscita, ho pensato di scrivere anche per voi (se ci siete) quelle pellicole che, secondo me, non possono essere proprio perse. Se cliccate qui, trovate la playlist dei trailer su Youtube.

Se ho dimenticato qualche film, scrivetemi nei commenti! 


12 settembre
Sulla mia pelle
Sarà presentato anche alla Mostra del cinema di Venezia il film sugli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi, ragazzo morto nel 2009 durante la custodia cautelare in carcere in circostanze mai del tutto chiarite. Il film uscirà sia nelle sale che su Netflix. 
Punti di forza: il coraggio di affrontare una storia controversa, l'interprete protagonista (Alessandro Borghi).
Punti deboli: il rischio è che gli autori sparino un po' nel mucchio non volendosi assumere la responsabilità di individuare i responsabili della morte di Stefano. 
Da guardare se ti è piaciuto anche: Diaz, Acab.



13 settembre
La profezia dell'armadillo
Tratto dal primo romanzo a fumetti di Zerocalcare, il film porta sullo schermo l'autore, i suoi amici e l'armadillo, il personaggio immaginario che popola le notti di Calcare, incarnando le sue paure e le sue insicurezze. Ma con loro c'è tutta una generazione di spiantati con i sogni infranti. 
Punti di forza: Zerocalcare è il fumettista italiano più famoso del momento
Punti deboli: la storia forte sulla carta reggerà nella trasposizione sullo schermo? 
Da guardare se ti è piaciuto anche: Smetto quando voglio, Zoran - Il mio nipote scemo


27 settembre 
L'uomo che uccise Don Chisciotte
Da decenni Terry Gilliam voleva portare Don Chisciotte sullo schermo... finalmente ce l'ha fatta (ovviamente in un modo tutto suo)!
Punti di forza: la regia di Terry Gilliam, l'eterna lotta di Don Chisciotte contro i mulini a vento, Adam Driver nei panni del protagonista.
Punti deboli: spesso i film della vita si rivelano i peggiori di sempre.
Da guardare se ti è piaciuto anche: Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo, Le avventure del barone di Munchausen.


11 ottobre
A star is born
Il film originale è del 1937, seguito da due remake nel 1954 e nel 1976. Nei panni delle protagoniste, stelle nascenti del cinema/musica, all'epoca vi erano Janet Gaynor, Judy Garland e Barbra Streisand.  Cosa combineranno insieme Bradley Cooper, qui anche in veste di regista, e Lady Gaga? La curiosità è fortissima.
Punti di forza: il trailer emozionante in cui la coppia dei protagonisti sembra davvero molto affiatata, la colonna sonora country composta da Bradley Cooper e Lady Gaga.
Punti deboli: la storia già vista: cosa ci vorrà raccontare di più Bradley Cooper rispetto ai film passati?
Da guardare se ti è piaciuto anche: The artist, Il cigno nero.


31 ottobre
Il primo uomo
Damien Chazelle, regista premio Oscar per La La land, lascia il campo della musica e si butta in quello dello spazio per raccontarci la storia del primo uomo che ha messo piede sulla luna, Neil Armstrong. Nei panni del protagonista ancora una volta Ryan Gosling.
Punti di forza: la storia di un grande uomo come Neil Armstrong unita al punto di vista originale di Damien Chazelle e, ovviamente, Ryan Gosling.
Punti deboli: il consueto rischio del biopic celebrativo è dietro l'angolo.
Da guardare se ti è piaciuto anche: Gravity, The martian, Apollo 13. 


15 novembre
Animali fantastici - I crimini di Grindelwald
Scritto da J.K. Rowling in persona e diretto da David Yates, il secondo capitolo della saga iniziata due anni fa con Animali fantastici e dove trovarli porta sullo schermo un giovane Albus Silente, interpretato da Jude Law. Imperdibile!
Punti di forza: il mondo di Harry Potter ha ancora tanto da raccontare dopo la fine della saga del maghetto.
Punti deboli: il rischio che la magia si esaurisca a causa della ripetitività.
Da guardare se ti è piaciuto anche: gli otto film della saga di Harry Potter, Animali fantastici e dove trovarli. 


29 novembre
Bohemian rhapsody
Per chi come me ha una venerazione quasi assoluta per i Queen e Freddie Mercury, il film è assolutamente imprescindibile. La pellicola, però, ha avuto varie vicissitudine, tra cui alcune divergenze creative tra i membri della band e Sacha Baron Cohen e il licenziamento di Bryan Singer. Alla fine Freddie Mercury è stato interpretato da Rami Malek e Singer rimpiazzato da Dexter Fletcher.
Punti di forza: i Queen e Freddie Mercury. Punto.
Punti deboli: il film è stato prodotto anche da Brian May e Roger Taylor. Quanto sarà onesto?
Da guardare se ti è piaciuto anche: Nowhere boy, The doors. 

domenica 19 agosto 2018

Dirty Dancing (2017) vs Dirty Dancing (1987): chi vincerà?


Chi mi ha seguito in passato sa che oramai non scrivo quasi mai sul blog, anche se continuo a vedere film e serie TV: non smetterò mai di essere una spettatrice, mentre sono una blogger a fasi alterne! Ieri sera ho visto, però, qualcosa che stranamente mi ha fatto venire voglia di prendere carta e penna e di scrivere due righe (anzi, ben più di due): Dirty Dancing. Non l'indimenticabile film del 1987, con protagonisti Jennifer Grey e Patrick Swayze, ma il suo remake televisivo, uscito trent'anni dopo, nel 2017. Conscia che un rifacimento, pensato per la tv, difficilmente avrebbe potuto eguagliare l'originale, mi sono comunque accostata alla visione quasi completamente scevra di pregiudizi (figuratevi, mi è piaciuto addirittura Dirty Dancing 2!). 


Una premessa doverosa: ho visto il film originale, che ne so, 50 volte? Forse anche di più, considerato che ho 32 anni e l'avrò visto per la prima volta da bambina, non so a quale età, quando le mie sorelle erano adolescenti. All'epoca non capivo granché molte parti, ma la scena finale con The time of my life mi piaceva già allora. Devo dire, tra l'altro, che non sono mai andata in fissa particolare con Dirty Dancing, come mi è capitato con altre pellicole, anche di recente, e questo perché è un film che c'è sempre stato nella mia vita, una presenza costante, un vecchio amico che ogni tanto rivedi e a cui sei affezionato. Il tempo passa, ma insieme vi divertite sempre. Così io e Dirty Dancing


Per i pochi di voi che non hanno mai visto né l'originale né il remake, basti dire che entrambi i film sono ambientati nel 1963 e raccontano la storia di un'adolescente, Frances "Baby" Houseman, alle prese con il suo primo amore, un insegnante di ballo di nome Johnny nel villaggio turistico dove lei e la sua famiglia sono in vacanza. Anche se il film del 1987 pecca un po' di originalità e di ingenuità in alcuni passaggi, ha numerosi pregi che lo rendono, da un lato, un'emozionante commedia romantica e, dall'altro, uno dei migliori film musicali di sempre: ciò grazie all'alchimia tra i protagonisti, ai riusciti personaggi di contorno, all'ambientazione nostalgica e alla colonna sonora meravigliosa. Addirittura, il film si permette di rappresentare un tema controverso, come quello dell'aborto clandestino, e di affrontarlo senza paternalismi. 


Ciò detto, cosa poteva sbagliare il film del 2017? Tutto. E cosa ha sbagliato? Tutto. E non lo dico perché sono un'ammiratrice dell'originale: il remake sarebbe un brutto film anche se non fosse un remake. Ci sarebbe molto da dire, provo a riassumere gli elementi che ho apprezzato di meno: 


1) il film racconta il passaggio all'età "adulta" di Baby, che, grazie al ballo e all'incontro con Johnny, scopre una diversa sé, lontana dall'immagine che hanno di lei i genitori, la sorella e tutti coloro che la circondano. Nel film del 1987 questo passaggio si desumeva chiaramente dal racconto, dal contesto, dalle immagini, senza bisogno di sottolineature esplicite. Nel film del 2017, invece, più o meno ogni cinque minuti c'è qualcuno che dice "Baby è diventata una donna", "Non sei più quella di tre settimane fa", etc.... Posto che la presa di coscienza dei cambiamenti di una persona non è mai immediata, il problema del film è la ripetitività. 


2) Sui protagonisti, interpretati da Abigail Breslin e Colt Prattes, una sola parola: no. Nè singolarmente, nè insieme. Lei non sa ballare né all'inizio, né alla fine, anzi, alla fine balla in modo peggiore. Nel guardarla, si prova semplicemente tanto, ma tanto imbarazzo. Nessuno pretendeva che diventasse una super ballerina in tre settimane (e infatti Jennifer Grey non lo diventava), ma Baby (come la protagonista di un qualsiasi film basato sulla danza, oserei dire) avrebbe dovuto quantomeno avere senso del ritmo e lasciarsi guidare. Invece, in certi momenti sembra che Johnny stia spostando un sacco di patate. Anche le sue doti attoriali, purtroppo, non sono particolarmente brillanti: quando, verso il finale, Johnny parte, al momento dell'addio lei sembra un cucciolino ferito, una bambina rimproverata dal papà. A proposito di Johnny: bravo ballerino, ma non trasmette un decimo del coinvolgimento che trasmetteva Patrick Swayze quando ballava. Completamente insignificante. Per quanto riguarda la recitazione, poi, sembra che stia perennemente pensando: "ma quanto sono figo che sto interpretando Johnny in Dirty Dancing"? No, ti prego no. 


3) La sceneggiatura, certo, non ha aiutato i protagonisti a spingersi troppo in là nell'interpretazione. Desiderosa, forse, di dare un tocco di originalità alla storia già amata da tanti, e assumendosi un rischio non da poco (almeno di questo, le do merito), la sceneggiatrice Jessica Sharzer sembrerebbe aver voluto colmare quei piccoli vuoti che il film originale aveva, che però di fatto servivano a creare l'atmosfera complessiva e a rendere tutto più magico. Qui invece è tutto detto, raccontato, mostrato: troppo. Qualche esempio: Johnny che racconta il suo passato di ex detenuto: ma perché? Nel film del 1987, Johnny racconta pochissimo della sua vita: la sua vulnerabilità emerge dal legame che instaura con Baby, non da parole inutili. Un altro esempio: Baby e Johnny che si dicono ti amo. C'era davvero bisogno? Nel film Johnny e Baby si incontrano e si innamorano, ovviamente, ma sono ancora e resteranno sempre nella fase iniziale del loro amore, quella in cui non ci si dice ancora ti amo. Perché esplicitare?


4) Un ultimo e definitivo punto (SPOILER) che si ricollega al precedente. Il film del 2017 è raccontato come un lungo flashback da Baby che è andata a vedere uno spettacolo a teatro. Come scopriamo alla fine, lo spettacolo è tratto da un libro da lei stessa scritto e coreografato, guarda il caso, da Johnny. Scopriamo dunque che i due non si vedono da anni e che ognuno ha preso la propria strada. Comprendo che la sceneggiatura abbia voluto dare una risposta a quella domanda che tutti gli spettatori dal 1987 in avanti si sono posti e cioè "Baby e Johnny sono rimasti insieme?", ma forse, anche in questo caso, sarebbe stato meglio non esplicitare e non spezzare la magia.
Dal momento che non stiamo parlando di un dramma storico, ma di una semplice storia d'amore diventata iconica, credo che ogni spettatore dovrebbe essere libero di immaginare il proprio finale, di sperare che Baby e Johnny siano rimasti insieme, nonostante le difficoltà, le differenze sociali e la lontananza. Di sperare, magari, che la loro storia abbia avuto un lieto fine, a differenza della propria cottarella estiva, che li ha fatti tanto soffrire, ma che è rimasta sempre nel loro cuore. 


Ho scritto un post lunghissimo e credo che quasi nessuno sia arrivato alla fine (ma sappiate che mi sono anche limitata!). Due ultimi pensieri: mi auguro sinceramente che le televisioni ripongano nel cassetto il remake e buttino la chiave e che continuino a riproporre nei loro palinsesti l'originale. E mi auguro che gli adolescenti di oggi non abbiano visto questo film oppure, se lo hanno visto, che siano poi andati a rivedere subito dopo l'originale. Perlomeno, questo è quello che ho fatto io. 


venerdì 29 dicembre 2017

BEST FILM 2017

Ebbene sì, anche quest'anno sono stata assente dal blog, ma la classifica dei migliori film all'approssimarsi del capodanno è un momento obbligato da cui non posso prescindere. Altrimenti, tra vent'anni, come farò a ricordare quale è stato il mio film preferito del 2017? Il blog mi aiuterà a ricordare.
Ed anche quest'anno mi manca la visione di alcune opere fondamentali; ne ho viste, invece, altre che non mi sono piaciute affatto. Una su tutte: Dunkirk, primo (e spero ultimo) film di Christopher Nolan che non comparirà mai in nessuna mia personale classifica, se non quella delle delusioni più cocenti.

Intanto, ecco a voi i migliori film del 2017 (secondo me) con tre protagonisti d'eccezione: Hugh Jackman, Ryan Gosling e il musical! 

10. La bella e la bestia



9. L'inganno



8. Logan - The Wolverine



7. Arrival 



6. Okja



5. The greatest showman



4. Moonlight



3. Get out



2. Blade Runner 2049



1. La la land


A questo link trovate le classifiche degli anni passati. 

sabato 31 dicembre 2016

BEST FILM 2016

Sebbene io sia stata assente dal blog, per fortuna non sono stata troppo assente dal cinema, per cui ho deciso di stilare una lista dei film che ho amato di più quest'anno per non interrompere la tradizione.
Mi mancano, purtroppo, alcuni film fondamentali dell'anno, che spero di recuperare quanto prima, ma nel complesso ritengo che l'anno 2016 sia stato assolutamente soddisfacente dal punto di vista cinematografico e ci ha regalato dei film bellissimi. Decidere l'ordine nel podio è stato difficilissimo e tutto sommato si tratta di 3 primi posti. 

10. La memoria dell'acqua di Patricio Guzman


La memoria dell'acqua è un documentario affascinante e atipico, nel quale, attraverso un elemento primordiale, l'acqua, il regista Patricio Guzman racconta la storia travagliata del suo paese, il Cile.  

9. Io prima di te di Thea Sharrock


Una storia d'amore non convenzionale tra due protagonisti ben calati nella parte, elementi fondamentali in un film romantico, ma che non sono così facili da trovare: Io prima di te è un film che centra indubbiamente l'obiettivo.

8. Revenant di Alejandro Gonzalez Inarritu



Non poteva mancare il film che ha regalato il primo premio Oscar al mio attore preferito: sebbene la storia non sia particolarmente avvincente e Revenant risulti nel complesso freddo, Leonardo DiCaprio offre una magistrale interpretazione e la fotografia di Emmanuel Lubezki (anche lui premio Oscar, per la terza volta consecutiva) non ha eguali.

7. Il caso Spotlight di Tom McCarthy



Il caso Spotlight ricostruisce con dovizia e accuratezza di particolari uno dei casi di cronaca più scottanti degli ultimi anni, che ha scoperchiato una terribile verità, taciuta per decenni da molti: gli innumerevoli casi di pedofilia all'interno della Chiesa cattolica, di cui, invece, in Italia si fa ancora fatica a parlare.

6. Animali fantastici e dove trovarli di David Yates



Spin-off della saga di Harry Potter e ispirato all'omonimo libro, Animali fantastici e dove trovarli rappresenta un'occasione ghiottissima per gettarsi nuovamente a capofitto nel mondo creato da J.K. Rowling. La scommessa dello spin-off è completamente riuscita e ne viene fuori un film più maturo e più oscuro rispetto a quelli della saga del maghetto che ha affascinato grandi e piccini. Non vedo l'ora che esca il sequel!

5. Fuocoammare di Gianfranco Rosi 


Attraverso gli occhi di un bambino, Gianfranco Rosi costruisce il legame che esiste tra Lampedusa e il mare, fonte di sostentamento e oggi navigato da migranti carichi di speranza, che sperano di trovare in Europa una vita migliore, rimettendoci, in molti casi, la vita. Fuocoammare è un film commovente e imprescindibile, da vedere e far vedere.

4. Rogue One - A Star Wars Story di Gareth Edwards



Ho resistito alla tentazione fortissima di inserirlo sul podio: Rogue One è, a mio modesto avviso, uno dei film più belli della saga di Star Wars perché, paradossalmente, più libero da esigenze di trama e di pubblico. Così possiamo scoprire di avere di nuovo paura di fronte a Darth Vader, così come possiamo emozionarci nel rivedere sullo schermo una giovane Leia pronunciare una fatidica parola alla fine del film, "speranza", che con la morte recente di Carrie Fisher assume ancora maggiore significato.

3. Weekend di Andrew Haigh



Un film del 2011, uscito in Italia vergognosamente solo nel 2016. Una storia d'amore inaspettata e universale che inizia, si sviluppa e si consuma in un weekend, ma che trafigge il cuore dello spettatore, facendolo innamorare del film.

2. Io, Daniel Blake di Ken Loach



All'età di 80 anni, Ken Loach continua a confezionare capolavori. Con il suo inconfondibile tocco da maestro, in Io, Daniel Blake il regista britannico riesce in meno di due ore a mostrare la lotta solitaria di un  coraggioso individuo contro la macchinosa e impietosa società che abbiamo costruito, una lotta destinata a fallire, ma che non ci può lasciare indifferenti.

1. Neruda di Pablo Larrain



Non si può dire molto di Neruda: più di un film, è una poesia. Attraverso l'inseguimento del poeta cileno Pablo Neruda da parte del commissario Peluchonneau, Pablo Larrain ci mostra due personalità indissolubilmente legate, che traggono la propria forza dallo scontro con l'altro. Uno dei due è destinato a perdere e a scomparire nella memoria dei posteri, ma l'altro ne conserverà sempre il ricordo e la paura.

Per scoprire i migliori film degli anni passati, clicca qui

domenica 19 giugno 2016

Pensieri sparsi su ... NERUDA


Scrivo oggi per parlare di un film che ho visto due giorni fa al Biografilm Festival a Bologna: Neruda di Pablo Larrain. La visione è stata coronata dalla presenze di uno dei protagonisti: Gael Garcia Bernal, ospite del Festival per ricevere il premio Celebration Life Award per il suo fondamentale contributo alla conoscenza e allo sviluppo del cinema latinoamericano.

Neruda racconta il periodo trascorso in clandestinità da Pablo Neruda, dopo che il presidente Videla ne chiese l'arresto a causa del suo sostegno ai minatori in sciopero. Durante questo periodo di fuga, il celebre poeta scrisse Canto general, un'ode all'America Latina, di cui vi riporto I nemici, una poesia letta nel corso del film dal protagonista Luis Gnecco:

Puntarono qui i fucili carichi
e ordinarono la strage spietata;
trovarono qui un popolo che cantava
un popolo raccolto per dovere e per amore,
e l'esile fanciulla cadde con la sua bandiera,
e il giovane sorridente rotolò accanto a lei ferito,
e lo stupore del popolo vide cadere i morti
con furia e con dolore.
Allora, sul posto
dove essi caddero assassinati.
si chinarono le bandiere per bagnarsi di sangue
e per rialzarsi difronte agli assassini.

Per questi morti, i nostri morti,
chiedo castigo.
Per quelli che di sangue cosparsero la mia patria
chiedo castigo.
Per i carnefice che comandò questa morte
chiedo castigo.
Per il traditore che salì al potere sul delitto,
chiedo castigo.
Per colui che diede l'ordine dell'agonia
chiedo castigo.
Per quelli che difesero questo delitto
chiedo castigo.
Non voglio che mi diano la mano
intinta nel nostro sangue.
Chiedo castigo.
Non li voglio come ambasciatori
e neppure a casa loro tranquilli,
li voglio vedere qui giudicati,
in questa piazza, in questo luogo.

Voglio castigo.

Sarebbe riduttivo definire Neruda un film biografico sul poeta cileno, perché è qualcosa di più e qualcosa di diverso. Nel raccontare l'inseguimento da parte del commissario di polizia Óscar Peluchonneau (Gael Garcia Bernal), incaricato da Videla di catturare Neruda, Larrain ci racconta due personalità diverse a confronto, che trovano reciproca ragione di esistere e di raccontarsi. Se all'inizio è il personaggio interpretato da Gael Garcia Bernal ad aver bisogno di Neruda per essere qualcuno, alla fine è lo stesso poeta a scoprirsi e a scoprire che ha bisogno dell'altro per sentirsi vivo. 

Nel complesso il film rappresenta una bellissima visione, che si chiude con un'immagine da Oscar del commissario Peluchonneau, uomo rinato dall'incontro fatale con Neruda, affacciato ad una finestra e illuminato dalle luci tremolanti di un'insegna. Per la prima volta quell'uomo guarda al mondo privo di intenzioni, ma solo per il piacere di guardare, senza avere il bisogno di scrutare, catturare, sparare.

Voto: ♥♥♥♥♥