domenica 31 luglio 2011

CAPITALISM: A LOVE STORY

Capitalism: a love story è l'ultimo documentario filmato Michael Moore, l'acclamato regista di Bowling a Columbine (Oscar per migliore documentario 2003) e Fahreneit 9/11 (Palma d'oro Festival di Cannes 2004).
Dopo aver analizzato il sistema sanitario americano in Sicko (2007), Moore indaga le ragioni che hanno condotto all'ultima crisi economica, sia attraverso l'ausilio di esperti che tentano di spiegarne i vari avvicendamenti, sia attraverso la testimonianza di persone sfrattate dalle proprie case nel giro di un mese ad opera delle banche, da un lato responsabili della crisi e dall'altro beneficiarie dei finanziamenti del governo stanziati dopo la crisi stessa, mentre i problemi dei lavoratori venivano per lo più guardati con disinteresse dalla classe politica.
Il film si fa davvero toccante laddove si assiste allo sfratto dalle proprie abitazioni di persone che vi hanno dimorato per anni, così come appassionanti risultano i discorsi di quei pochi senatori coraggiosi che in aula si batterono contro il disegno di legge che finanziava le banche, approvato dall'amministrazione Bush nel giro di pochissimi giorni con un colpo di coda attraverso pressioni di vario genere fatte ai membri del Senato.
Per Michael Moore il responsabile di tutta questa situazione è soltanto uno: il capitalismo, che porta alla ricchezza di pochi e alla povertà di molti. Moore non si fa portavoce, però, di una soluzione alternativa: parla di diritti inalienabili dei lavoratori come se fosse qualcosa di nuovo, mai sperimentato, e ha paura di pronunciare le parole socialismo o socialdemocrazia. Ecco dove sta la debolezza di tale film: Michael Moore non provoca fino in fondo. Consapevole dello spauracchio del socialismo diffuso in America, Moore sceglie di girarci intorno senza mai arrivare realmente al punto.

Film: 6 e 1/2

Anno: 2009
Capitalism: a love story su imdb
Michael Moore su wikipedia
Il trailer del film su youtube

HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE - PARTE II

E così, si è giunti finalmente all'ultimissimo capitolo della saga di Harry Potter, nata dalla penna di J.K. Rowling, e trasposta al cinema negli ultimi dieci anni. Proprio così: Harry Potter al cinema ci ha accompagnato per dieci anni ed ora con amarezza coloro che lo hanno seguito con passione devono prenderne atto, ponendo fine alla seducente sensazione dell'attesa e rassegnandosi a rileggere i romanzi e a rivedere i film.
Cosa dire di Harry Potter e i doni della morte - Parte II?
Il film, innanzitutto, risente del fatto di essere una seconda parte: ragion per cui, a mio avviso, un sabato pomeriggio che non avete nulla da fare, occorre armarsi di pazienza e vedere insieme, di seguito, la parte I e la parte II. Non sono una gran fan di queste suddivisioni artificiose dei romanzi, sebbene occorra ammettere che ci fosse così tanto materiale che ai più sarebbe sembrata una blasfemia tagliare qualcosa.
Il primo tempo del film è avvincente e emozionante, mentre il secondo tempo è meno trascinante di quel che sperassi, per quanto non possa negare che qualche lacrimuccia mi sia uscita. Nulla a che vedere, comunque, con il romanzo, che mi ha fatto commuovere tantissimo quando si viene a scoprire la vera "identità" di Piton, mentre nel film non mi è piaciuta per nulla la recitazione di Alan Rickman, che in generale, comunque, è un grandissimo attore. Il trucco dei protagonisti sul finale ambientato circa vent'anni dopo è davvero posticcio e avrei preferito che quella scena fosse tagliata (salvo poi recuperarla nel dvd... e, comunque, tutti, oggi, senza neppure leggere i romanzi, possono sapere da wikipedia chi è finito con chi e quanti figli ha avuto).
In generale gli effetti speciali sono grandiosi e la visione di Hogwarts distrutta, il luogo nel quale si sono consumati amori, amicizie e tragedie per sette lunghi anni (dieci per noi) colpisce diritto al cuore.
Non posso esprimermi sul 3d perché ho preferito vedere il film in 2d, sia perché non sono una grandissima fan del 3d (almeno fino a quando in Italia non esisteranno sale con maxischermi adeguati), sia per coerenza dato che tutti gli altri film sono stati in 2d.
In generale, dunque, do a questo film un bel 7, credendo che forse un pochino meglio si poteva fare.

Voto: 7

Anno: 2011
Harry Potter e i doni della morte - Parte II su imdb
David Yates su wikipedia
Il trailer su youtube

sabato 30 luglio 2011

S.O.S. cercasi!


Primo appuntamento con la rubrica dedicata a ciò che il mondo del cinema ha perso per strada.

Una seconda espressione facciale di Bruce Willis
Matt Damon e Ben Affleck che scrivono nuove sceneggiature
Un'attrice brava ma non bella
Un'attrice bella ma brava
Un'attrice brava né bella né brutta
Le doti recitative di Robert Pattinson
Leonardo DiCaprio senza fidanzata strafiga
Il senso di The Tree of life
Un bando di espulsione da Hollywood per Amanda Seyfried

TAXI DRIVER

Poche parole servirebbero per descrivere Taxi driver: un film che ha inciso profondamente la storia del cinema. Vincitore della Palma d'oro al Festival di Cannes, Taxi driver è divenuto un cult e non si contano le citazioni rintracciabili in altri film (vedi la voce su wikipedia).
L'ambientazione scelta da Martin Scorsese è quella di una New York buia e claustrofobica, percorsa da Travis, tassista depresso e frustato, che crede di ritrovare la fonte di tutti i suoi mali nel senatore Palantine, che, pertanto, progetta di uccidere.
Ad interpretare il protagonista del film è, come noto, un grandissimo Robert De Niro, allora attore feticcio di Scorsese, affiancato da una giovanissima Jodie Foster nei panni di una prostituta tredicenne, nonché da Harvey Keitel, protettore della ragazza.
Gli obiettivi di Travis parzialmente saranno modificati lungo il corso degli eventi e Travis diventerà un "eroe" agli occhi della comunità, come d'altronde aveva sempre sperato. Ma il finale rimane ambiguo: Travis è davvero cambiato?


Anno: 1976
Voto: 8
Taxi driver su imdb
Martin Scorsese su wikipedia

giovedì 28 luglio 2011

Li teniamo d'occhio... ROBERT PATTINSON

Quando scrivi su Google Robert Pattinson, la ricerca correlata che ti suggerisce il motore di ricerca è "Robert Pattinson hot". Questo ovviamente offre già di per sé un'idea del personaggio.
Robert Pattinson è diventato una star mondiale, ossessione delle adolescenti di mezzo pianeta, per aver interpretato la parte di Edward Cullen in The Twilight Saga. Assai apprezzato, dunque, per il suo aspetto esteriore piuttosto che per le sue doti recitative, perseguitato dalla stampa e dalle fan, il bel Rob cerca di liberarsi dal ruolo del vampiro/uomo ideale e cerca di diventare un attore apprezzato per le sue performance artistiche.
Ma queste doti recitative sono rintracciabili?
Sicuramente, se non avesse conseguito un tale successo di pubblico, a nessuno interesserebbe se Rob se lo meriti o meno: se incapace, sarebbe ben presto finito direttamente nel dimenticatoio.
Leonardo DiCaprio ha detto di lui: "Non conosco Pattinson ma vedo nei suoi occhi lo stesso sguardo che avevo io ai tempi di Titanic". Certamente DiCaprio la sa lunga: ci mise un bel po' a lasciarsi dietro le spalle il delirio provocato da Titanic, e forse questo delirio non è neppure mai passato; tuttavia, ritengo che ci sia una differenza abissale tra i due: prima di girare Titanic Leo aveva già girato numerosi film in cui aveva interpretato ruoli pazzeschi (giusto per citare qualche titolo: Poeti dall'Inferno, Ritorno dal nulla, Voglia di ricominciare, vedi mio post). Ma Pattinson?
Prima della gloria planetaria ottenuta grazie a The Twilight Saga, ha girato How to be, commedia carina ma non eccelsa, dove la sua recitazione risultava abbastanza convincente. Si è fatto, poi, notare al grande pubblico interpretando Cedric Diggory in Harry Potter e il Calice di Fuoco, ruolo che di certo non richiedeva particolare sforzo recitativo. Successivamente, ha girato Bel ami, Come l'acqua per gli elefanti, Remember me, ma in quali di questi film ci ha veramente convinto?
Forse il problema è che in lui vedremo sempre il vampiro Edward... forse solo invecchiando un pochino, si sporcherà quella faccia da bravo ragazzo che fa tanto perdere la testa alle adolescenti e finalmente diventerà un attore più maturo.
Nell'immediato futuro, comunque, lo aspetta un film diretto da David Cronenberg, Cosmolis. Magari ci ricrederemo.

Filmografia (i link collegano a mie recensioni)
La fiera della vanità (2004)
Harry Potter e il calice di fuoco (2005)
Harry Potter e l'ordine della fenice (2007)
How to be (2008)
Little Ashes (2008)
Twilight (2008)
The Twilight Saga: New Moon (2009)
Remember me (2010)
The Twilight Saga: Eclipse (2010)
Come l'acqua per gli elefanti (2011)
The Twilight Saga: Breaking dawn part I (2011)
Bel ami (2011)
Cosmopolis (2012)
The Twilight Saga: Breaking dawn part II (2012)

Robert Pattinson su imdb
Intervista a Leo DiCaprio su Vanity Fair