giovedì 16 gennaio 2014

OSCARS 2014: TUTTE LE NOMINATION


Di pochissimi minuti fa è l'annuncio delle nomination agli Academy Awards 2014, che verranno consegnati il prossimo 2 marzo.
Qualche brevissima considerazione: a dominare sono American Hustle e Gravity, che ottengono 10 candidature ciascuno, seguiti da 12 years a slave con 9 candidature. Nuovo record per David O. Russell, che, oltre ad ottenere una duplice candidatura personale per la migliore regia e la migliore sceneggiatura originale, ancora una volta, dopo Il lato positivo, vede candidati i quattro protagonisti del suo film nelle quattro categorie dedicate agli attori. Personalmente ritengo, al di là del giudizio stretto sul film, che le candidature di Christian Bale, Bradley Cooper, Amy Adams e Jennifer Lawrence siano più che meritate, anzi, direi quasi peccato per l'assenza di Jeremy Renner
The Wolf of Wall Street  di Martin Scorsese ottiene candidature in categorie importanti: film, regia, sceneggiatura non originale, nonché attore protagonista (Leonardo DiCaprio) e attore non protagonista (Jonah Hill), per un totale di cinque nomination.
Dopo la vittoria ai Golden Globes, il cinema italiano ottiene un nuovo riconoscimento con la candidatura di La grande bellezza di Paolo Sorrentino nella cinquina dedicata ai migliori film stranieri, tra i quali fa scalpore l'assenza, già annunciata, di La vita di Adele per motivi di regolamento. L'unico serio concorrente sembra essere Il sospetto, ma è meglio non dire nulla ed incrociare le dita.
L'appuntamento è, dunque, al prossimo 2 marzo, notte nella quale i premi saranno finalmente assegnati in una cerimonia presieduta dalla grande Ellen De Generes e dedicata al tema degli eroi del cinema (per cui non me la perderò per nulla al mondo).
Di seguito tutte le candidature:

MIGLIOR FILM
American Hustle
The Wolf of Wall Street
Dallas Buyers Club
Captain Philips
Gravity
Nebraska
Philomena
Her
12 years a slave

MIGLIORE REGISTA
Martin Scorsese, The Wolf of Wall Street
David O. Russell, American Hustle
Alfonso Cuaron, Gravity
Alexander Payne, Nebraska
Steve McQueen, 12 years a slave

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Christian Bale, American Hustle
Leonardo DiCaprio, The Wolf of Wall Street
Bruce Dern, Nebraska
Matthew McConaughey, Dallas Buyers Club
Chiwetel Ejiofor, 12 years a slave

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Barkhad Abdi, Captain Philips
Jonah Hill, The Wolf of Wall Street
Jared Leto, Dallas Buyers Club
Bradley Cooper, American Hustle
Michael Fassbender, 12 years a slave

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Amy Adams, American Hustle
Judi Dench, Philomena,
Meryl Streep, August: Osage County
Sandra Bullock, Gravity
Cate Blanchett, Blue Jasmine

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Jennifer Lawrence, American Hustle
Julia Roberts, August: Osage County
Sally Hawkins, Blue Jasmine
June Squibb, Nebraska
Lupita Nyong'o, 12 Years a Slave

MIGLIORE FILM D'ANIMAZIONE
The Croods
Cattivissimo me 2
Frozen
The wind rises
Ernest e Celestine

MIGLIORE FILM STRANIERO
La grande bellezza
Il sospetto
The broken circle breakdown
The missing picture
Omar

MIGLIORE DOCUMENTARIO
The act of killing
Cutie and the boxer
Dirty wars
The square
20 feet from stardom

MIGLIORE COLONNA SONORA
Gravity
Her
The book thief
Philomena
Saving Mr. Banks

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
Ordinary Love, Mandela: Long walk to freedom
Happy, Cattivissimo me 2
Alone yet not alone, Alone yet not alone
Let it go, Frozen
The moon song, Her

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
American Hustle
Blue Jasmine
Dallas Buyers Club
Her
Nebraska

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Before Midnight
Captain Phillips
12 years a slave
Philomena
The Wolf of Wall Street

MIGLIORE FOTOGRAFIA
The Grandmaster
Gravity
Inside Llewyn Davis
Nebraska
Prisoners

MIGLIORE SCENOGRAFIA
American Hustle
Il grande Gatsby
Her
Gravity
12 years a slave

MIGLIORE MONTAGGIO
American Hustle
Captain Philips
Dallas Buyers Club
Gravity
12 years a slave

MIGLIORI COSTUMI
American Hustle
The Grandmaster
The Great Gatsby
The invisible woman
12 years a slave

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURE
Dallas Buyers Club
Jackass presents: bad grandpa
The lone ranger

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI
Gravity
The hobbit: the Desolation of Smaug
Iron Man 3
Star trek into darkness
The lone ranger

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI SONORI
Captain Phillips
Gravity
The hobbit: The Desolation of Smaug
Lone Survivor
Inside Llewyn Davis

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Captain Phillips,
All is lost
Gravity
Lone survivor
The hobbit: the Desolation of Smaug

MIGLIORE CORTOMETRAGGIO
Aquel no era yo
Just before losing everything
Helium
Do I have to take care of everything
The Voorman problem

MIGLIORE CORTO DOCUMENTARIO
Cave Digger
Facing Fear
Karama has no walls
The lady in number 6: music saved my life
Prison Terminal: the last days of private Jack Hall

MIGLIORE CORTO D'ANIMAZIONE
Feral
Get a horse
Mr. Hublot
Possessions
Room on the broom

SEGUI LO STREAMING DELLE NOMINATION AGLI OSCAR 2014

La diretta comincerà alle ore 14.40. A presentare saranno la presidente dell'Academy Cheryl Boone Isaacs e Chris Hemsworth.

mercoledì 15 gennaio 2014

SOTTO ASSEDIO - WHITE HOUSE DOWN


Titolo originale: White House Down
Paese: U.S.A.
Anno: 2013
Durata: 137 min.
Genere: azione
Regia: Roland Emmerich
Sceneggiatura: James Vanderbilt
Cast: Channing Tatum, Jamie Foxx, Maggie Gyllenhaal, James Woods, Jason Clarke, Garcelle Beauvais, Richard Jenkins, Rachelle Lefevre, Michael Murphy, Peter Jacobson, Joey King
Trama: Durante una visita alla Casa Bianca con la figlia Emily, l'agente di polizia John Cale si ritrova suo malgrado a proteggere il presidente degli Stati Uniti da un gruppo di terroristi che ha messo sotto scacco l'intera residenza.


L'ultimo film di Roland Emmerich abbandona i temi apocalittici di 2012 e The day after tomorrow, per concentrarsi sullo spauracchio del Ventunesimo secolo, una minaccia più umana e concreta, ovvero quella del terrorismo.
La scelta di ambientare l'attacco terroristico nel cuore nevralgico della mondo occidentale, ovvero alla Casa Bianca, può condurci a pensare che si tratti del solito film sul fondamentalismo islamico. In verità il film di Emmerich, sceneggiato da James Vanderbilt (Zodiac, The Amazing Spiderman), sceglie di mescolare un po' le carte e presenta un'America che vive in una sorta di illuminismo democratico, grazie ad un Presidente (Jamie Foxx) che ha deciso di porre fine alla prepotenza dell'industria delle armi e che ha fatto della ricerca del dialogo tra i popoli la sua bandiera.
Da questo punto di vista, White house down non si configura semplicemente come un film d'azione, ma anche come un thriller politico, con un finale abbastanza sorprendente e inaspettato.
Accanto al filone appena descritto, il film indaga nell'intimità del protagonista John Cale (Channing Tatum), ovvero il suo rapporto problematico con la figlia adolescente Emily, minato dalla presenza di un terzo incomodo (in questo caso, nientemeno che il presidente degli Stati Uniti, considerato un eroe dalla giovane): un tema classico dei film di Emmerich, e in generale dei film catastrofici, che serve ad avvicinare lo spettatore alle sorti dei protagonisti. In questo caso, tuttavia, l'intento non si dispiega compiutamente, sia perché la piccola Emily è un po' troppo coraggiosa per la sua età, sia perché l'intera storia è portata avanti attraverso dialoghi e battute oltremodo banali, degni delle più classiche "americanate".
D'altronde, anche il filone politico del film, per quanto innovativo rispetto al modo nel quale affronta il tema del terrorismo, è solo un pretesto necessario per intrattenere lo spettatore, ragion per cui, in concreto, se il responsabile dell'attentato avesse avuto intenti diversi da quelli raccontati, il film sarebbe stato pressocché identico per la totale assenza di un vero approfondimento.
Anche l'intento commerciale del film, tuttavia, riesce solo in parte: se in un primo momento il film riesce a far percepire la paura derivante dalla minaccia terroristica, mostrando un gruppo di uomini superarmati che mette a soqquadro la Casa Bianca, la storia si perde poi nei meandri dell'azione più futile ed esagerata e infine annoia.

Voto: 4

Se vi è piaciuto, guardate anche: 2012, The day after tomorrow, Air force one

martedì 14 gennaio 2014

LA GRANDE BELLEZZA


Recensione di Marco Zaninelli

Titolo originale: La grande bellezza
Paese: Italia, Francia
Anno: 2013
Durata: 142 min.
Regia: Paolo Sorrentino
Sceneggiatura: Paolo Sorrentino, Umberto Contarello
Cast: Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Carlo Buccirosso, Iaia Forte, Galatea Renzi, Pamela Villaresi, Franco Graziosi, Giorgio Pasotti, Roberto Herlitzka, Serena Grandi, Luca Marinelli, Antonello Venditti

Il film di Sorrentino vince e convince: del 13 gennaio è la notizia della vittoria al Golden Globe come Miglior film straniero; ora, da amanti del buon cinema (soprattutto se italiano), attendiamo con ansia le nomination agli Academy Awards. Segnatevi bene la data in rosso, 16 gennaio! E ora premi o non premi veniamo a noi. «A questa domanda, da ragazzi, i miei amici davano sempre la stessa risposta: "La fessa". Io, invece, rispondevo: "L'odore delle case dei vecchi". La domanda era: "Che cosa ti piace di più veramente nella vita?" Ero destinato alla sensibilità. Ero destinato a diventare uno scrittore. Ero destinato a diventare Jep Gambardella». Inizio banale per una recensione su La grande bellezza? Sì, non c’è dubbio. È anche la frase citata nella pagina di wikipedia del film! Ma è bastata questa. In realtà non penso che in questo film ci sia qualcosa da capire. Ti piace se hai sentito la vibrazione. Ovviamente sto scherzando. Ci sarebbe molto da dire e da spiegare, forse non si capirà tutto, però non è sbagliato cercare di farlo; sarebbe una pellicola da rivedere molto volte per coglierne sfumature e particolari; due notati nei primi dieci minuti: il film parla di Roma, della sua gente, di una città eterna ma sempre decadente; ma Roma è anche l’Olimpico, è l’AS ROMA, è anche Francesco Totti che infatti viene citato in un titolo di giornale “Allarme per Totti”. Durante la festa iniziale, tra il frastuono della musica si sente una voce dire “Che hai visto Ermanno (Olmi)?”. Se uno dei protagonisti è la città stessa e la sua sfrenata mondanità, l’altro è il nostro scrittore (un unico celeberrimo romanzo, L’apparato umano, poi più niente), Jep Gabardella (Tony Servillo) e gli occhi con cui guarda tutto questo; si definisce non un mondano ma il Re dei mondani: «non volevo solo partecipare alle feste. Volevo anche il potere di farle fallire». In tutto questo teatro il rischio è di porre noi stessi al di sopra delle meschinità, della falsità e dell’uomo miserabile, invidiando poi segretamente quel mondo patinato, disimpegnato, splendente ma marcio sotto i lustrini. Chi fa questo, come la scrittrice dalla “vocazione civile” Stefania (Galatea Ranzi), viene ripreso con la durezza di un sorriso e con la violenza della sincerità proprio da Jep, che ne demolisce ogni falsa certezza sulla propria vita e ogni superbia. Ogni personaggio, ogni uomo o donna ha la propria miseria, ha la propria tragedia. Gli amici, gli incontri notturni di Jep ne sono la palese dimostrazione: l’amico Romano (Carlo Verdone), autore teatrale mai riuscito e sottomesso a una donna che lo usa; Viola, ricca madre di un figlio pazzo, la morte del quale porterà la donna a donare tutti i propri beni alla Chiesa e a farsi missionaria in Africa; Ramona (Sabrina Ferilli), spogliarellista affetta da un male incurabile con cui Jep stringe un rapporto importante; il marito di Elisa, un amore giovanile di Jep, la quale, alla sua morte, lascia un diario confessando il sentimento mai spento per lo scrittore e definendo il marito, dopo 35 anni di matrimonio, semplicemente “un buon compagno”; etc. Questo film si muove per scene immortali, per singoli sipari, per dialoghi intensi, ha una trama labile ma grandiosa. Potrebbe essere interamente smembrato su youtube. Ogni scena varrebbe anche di per sé e resta memorabile per motivi differenti: il dialogo con il proprietario del night dove lavora Ramona, i dialoghi e le passeggiate notturne con la spogliarellista, l’incontro sul balcone con la “Santa”, i flashback in cui il giovane Jep trova il suo amore giovanile, il funerale del figlio di Viola, la scena della Giraffa (così, in ordine sparso) ... Tuttavia, dal trash, dalla volgarità, dall’apparenza e dalla notorietà più ricercata, Jep sembra riuscire a trovare la propria rinascita, superando l’ironia disillusa e l’atteggiamento decadente e rassegnato, cogliendo la Grande Bellezza degli «sparuti incostanti sprazzi di bellezza», nello «squallore disgraziato e l'uomo miserabile», nei ricordi dell’amore giovanile, sincero e vero, o semplicemente nella vita, nei sentimenti. E riscoprendo la vita, Jep ritrova l’ispirazione e la scrittura; è di nuovo pronto a ricominciare a scrivere. Ho già detto molto. Non voglio però parlare delle vedute romane all’alba, delle musiche struggenti e sempre azzeccate e nemmeno della critica agli intellettuali “di partito”, agli pseudointellettuali, agli pseudo artisti, dove sotto la pretesa di rottura, sotto il cui presunto radicalismo e le presunte provocazioni semplicemente non hanno nulla: la visione dell’intervista con quella «che prende le capate contro il muro» che sente (appunto) «le vibrazioni», l’«artista che non deve spiegare un cazzo» oppure del dialogo sulla “vocazione civile” sostituiscono ogni altra parola da parte mia. Un’ultima cosa, un’ultima scena da brividi (per il sottoscritto ovviamente): Jep con la sigaretta stretta tra i denti e il largo sorriso da clown e nell’aria il remix di “A far l’amore comincia tu” che tuona dalle casse. 

Voto di Marco Zaninelli: 9
Voto di Antonella Buzzi: 7

Media voto: 8


lunedì 13 gennaio 2014

Golden Globes 2014: I vincitori (e qualche personale considerazione)



Si è appena chiusa a Los Angeles la cerimonia dei Golden Globes, che per il cinema italiano è stata fonte di grandi soddisfazioni: La grande bellezza di Paolo Sorrentino ha, infatti, trionfato quale film straniero su contendenti degni di rilievo, quali La vita di Adele, Il sospetto e Il passato.
Personalmente, sono molto contenta anche per la vittoria di Jennifer Lawrence quale attrice non protagonista per American Hustle: la giovanissima attrice si avvia forse a bissare l'Oscar dello scorso anno ricevuto per Il lato positivo? È molto probabile, perché la sua performance nel film di David O. Russell supera di gran lunga quella di tutte le possibili sfidanti. Altra vittoria che mi ha reso molto felice, sebbene io non abbia ancora visto il film, è quella di Leonardo DiCaprio quale migliore attore protagonista in una commedia per The Wolf of Wall street. A questo punto l'Academy si vede costretta almeno a candidarlo, se non addirittura a premiarlo, sebbene possa preferirgli Matthew McConaughey, premiato, invece, quale migliore protagonista di film drammatico. Staremo a vedere.
Intanto ecco tutti i premi assegnati nella categoria cinema: 

Miglior film drammatico: 12 years a slave 
Migliore film commedia o musical: American Hustle 
Migliore regista: Alfonso Cuaron, Gravity 
Miglior film straniero: La grande bellezza 
 Migliore sceneggiatura: Spike Jonze, Her 
Migliore attore in un film drammatico: Matthew McConaughey, Dallas Buyers Club 
Migliore attore in un film commedia o musical: Leonardo DiCaprio, The Wolf of Wall street 
Migliore attrice in un film drammatico: Cate Blanchett, Blue Jasmine 
Migliore attrice in un film commedia o musical: Amy Adams, American Hustle 
Migliore attore non protagonista: Jared Leto, Dallas Buyers Club 
Migliore attrice non protagonista: Jennifer Lawrence, American Hustle 
Migliore film animato: Frozen
Migliore colonna sonora originale: Alex Ebert, All is lost
Migliore canzone originale: U2, Ordinary Love, Mandela: Long Walk to Freedom

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